Psicoterapia Modena

PSICOTERAPIA MODENA

  • Cos’è la psicoterapia?

  • Perché fare una psicoterapia?

  • Il compito dello psicoterapeuta

  • Quanto dura una psicoterapia?

  • Come scegliere uno psicoterapeuta?

  • Psicoterapia e farmaci

  •  Il mio approccio

PSICOTERAPIA MODENA. Cos’è la psicoterapia?

Per psicoterapia Modena si intende una modalità di trattamento dei disturbi psicologici e della sofferenza emotiva con strumenti verbali e non farmacologici. Il termine è nato infatti nei primi anni del ‘900 in contrapposizione al fatto che fino ad allora venivano utilizzati per il trattamento dei disturbi mentali solo strumenti farmacologici e fisici.
La prima psicoterapia Modena è stata storicamente la psicoanalisi di Sigmund Freud, a cui è seguito nei decenni successivi uno svilupparsi di svariate forme di psicoterapia, sia come varianti all’interno del filone della psicoanalisi sia come vere e proprie forme nuove decisamente distinte da tale filone. Attualmente esistono centinaia di tipi di psicoterapia (sarebbe infatti più corretto parlare di psicoterapie, non di psicoterapia), ma la maggior parte di queste si possono collocare all’interno di pochi indirizzi fondamentali: psicoanalitico, cognitivo-comportamentale, umanistico-esistenziale, sistemico-relazionale. Ogni indirizzo è caratterizzato da una base antropologica ed epistemologica (in altre parole parte da una propria visione dell’uomo e del suo “funzionamento” psicologico) e da relative tecniche e metodi utilizzati concretamente nelle sedute di psicoterapia.
Quanto scritto da qui in avanti vale comunque sostanzialmente per tutte le principali forme di psicoterapia Modena, indipendentemente dalle tecniche usate.

PSICOTERAPIA MODENA. Perché fare una psicoterapia?

Perché una persona con attacchi di panico o depressione o fobie ossessive o grave insonnia dovrebbe fare una psicoterapia Modena? Perché una psicoterapia aiuta a guarire?
Alla base del concetto di psicoterapia Modena sta la geniale intuizione di Freud che tutti i sintomi di disagio psicologico hanno un loro “senso e significato”, cioè esprimono qualcosa del disagio interiore della singola persona, mentre fino ad allora venivano considerati “insensati” e semplice espressione di “pazzia” e quindi solo da sedare e controllare. Affermare invece che i sintomi sono espressione di un “male oscuro” interiore ha avuto una valenza rivoluzionaria nell’approccio alla sofferenza psicologica, perché ne deriva implicitamente la duplice possibilità di arrivare a “capire” sempre più il male oscuro sottostante e, una volta capito e proprio grazie a tale comprensione, a potere intervenire per potere stare meglio.
Il compito della psicoterapia Modena è appunto quello di aiutare il paziente a cercare di capire il significato del suo stare male, a dargli un senso, “decodificando” i sintomi all’interno della cornice della storia esistenziale della singola persona sofferente. Ma questo non è sufficiente. Capire non basta. L’errore di Freud è stato ritenere che fosse sufficiente portare il paziente alla consapevolezza del significato dei sintomi, perché questi sparissero venendo meno il loro valore di messaggio dal nostro inconscio. Invece questo, anche se fondamentale in un percorso di psicoterapia, non è sufficiente per stare meglio e “guarire”. Il duplice compito della psicoterapia Modena è di aiutare il paziente a capire il significato del suo stare male ma anche accompagnarlo in un percorso di cambiamento positivo della propria vita.
In un certo senso fare una psicoterapia Modena è un po’ come ristrutturare una casa che ha gravi lesioni o che vogliamo modificare in modo più funzionale ai nostri nuovi bisogni. La casa siamo noi. E come in tutte le ristrutturazioni non ci si limita alla fase demolitiva iniziale (più o meno approfondita) ma si lavora poi agli aspetti di ricostruzione.

PSICOTERAPIA MODENA. Il compito dello psicoterapeuta

Capire cosa c’è che non va e che ci fa stare male in una certa fase della nostra vita è essenziale e di solito anche non troppo difficile se aiutati a farlo, ma una volta capito, per potere stare meglio dobbiamo attuare una serie di cambiamenti concreti che spesso non sono facili e spontanei e che implicano un qualche “prezzo da pagare” in termini di ansie e paure (ad es.  che cambiando atteggiamento verso una persona importante per noi questa ci resti male, che facendo certi tipi di scelte ci possiamo sentire in colpa, che abbandonando aspetti sgradevoli ma noti dobbiamo metterci in gioco con l’incertezza di non sapere come andrà a finire, ecc). Dobbiamo quindi allenarci a cambiare, accettando di confrontarci man mano con le difficoltà da affrontare per arrivare a uno stato di maggiore benessere e gratificazione.
I compiti fondamentali del terapeuta sono quelli di accogliere la nostra sofferenza con calore ed empatia e senza giudicare, aiutarci a capire il senso del nostro stare male, riuscire a fare vedere la situazione e i problemi sotto una prospettiva diversa da quanto finora abbiamo fatto e che ci consenta di dischiudere possibilità di cambiamento che prima non vedevamo, favorire la presa di consapevolezza e l’attivazione delle nostre risorse personali, aiutarci a vedere dove in ogni situazione è il nostro margine di libertà di agire-modificare e dove invece non possiamo intervenire perché non dipende da noi, accompagnarci e sostenerci con pazienza e calore in un percorso di cambiamento positivo della nostra vita.
Non sarà mai lo psicoterapeuta a dirci dov’è la soluzione e cosa dobbiamo fare. Non può decidere per noi. Se lo fa, è un pessimo terapeuta! Il suo compito è di aiutarci a essere noi a trovare delle soluzioni, a vedere noi il problema sotto punti di vista diversi e migliorativi, a mettere noi nelle condizioni di valutare e fare scelte, trasformando la situazione di crisi in una grande “opportunità” di cambiamento positivo (etimologicamente la parola “crisis” era un termine greco con 2 significati: rottura traumatica di un equilibrio, ma anche opportunità di cambiamento).
Non bisogna avere remore nella confidenza con lo psicoterapeuta perché all’interno di un percorso di psicoterapia vige il segreto professionale. Il terapeuta non può parlare con nessuno di ciò che il paziente dice in seduta, a meno che non sia esplicitamente autorizzato dal paziente stesso. Nemmeno (soprattutto) coi parenti, che spesso pur in buonafede cercano di “sapere qualcosa” via telefono, sms, richieste di essere ricevuti, ecc. Occorre essere estremamente chiari nell’esplicitare che il rapporto di psicoterapia Modena è uno spazio personale esclusivo tra terapeuta e paziente, chiunque altro ne resta fuori.

PSICOTERAPIA MODENA. Quanto dura una psicoterapia?

E’ abbastanza intuitivo che perché possa avvenire tutto quanto detto  finora (accoglimento della sofferenza, decodificazione dei sintomi con attribuzione di significato per quella persona nella sua storia esistenziale, esplorazione del margine di libertà e delle possibili scelte di cambiamento, valutazione dei prezzi da pagare e delle difficoltà, attuazione dell’allenamento a cambiare e verifica di come sta andando con attuazione di correttivi) occorre del tempo. La psicoterapia Modena è un percorso.  Per arrivare a una certa meta occorre camminare, e questo richiede tempo. E ovviamente ha dei costi, sia economici sia in termini di energie e tempo che ci si investe. E’ un investimento in benessere, che come tutti gli investimenti non frutta immediatamente, ma dopo un certo tempo. Allo psicoterapeuta serve tempo per conoscere la storia esistenziale della persona, senza la quale gli è impossibile aiutarla ad attribuire un significato ai sintomi del malessere. E al paziente serve tempo per capire e familiarizzarsi con una prospettiva diversa con cui guardare ai suoi problemi, vincere ritrosia e diffidenza e fidarsi del terapeuta, attuare cambiamenti, allenarsi a digerire e accettare le difficoltà e i prezzi psicologici da pagare per riuscire a cambiare.
Naturalmente, a seconda del tipo di psicoterapia Modena che uno sceglie di intraprendere, può essere molto diversa la durata del percorso, a seconda di quanto in profondità si va a scavare e si vuole ristrutturare. La classica psicoanalisi durava anni, per questo motivo oggi esistono forme di cosiddetta psicoterapia breve che si focalizzano deliberatamente su un solo aspetto problematico e che durano addirittura poche sedute. La maggior parte dei percorsi di psicoterapia Modena oggi ha una durata non inferiore ai 6 mesi, e spesso si arriva anche a 1-2 anni, con frequenza delle sedute inizialmente settimanali e successivamente anche con intervalli di tempo quindicinali o mensili, a seconda del tipo di approccio. Non esiste però una durata predefinita e adatta a tutti. E’ compito dello psicoterapeuta valutare insieme al paziente quando concludere il lavoro, in base agli obiettivi che ci si propone, alle difficoltà da affrontare e ai risultati raggiunti.

PSICOTERAPIA MODENA. Come scegliere uno psicoterapeuta

Alla base di un successo in un percorso di psicoterapia Modena sta un rapporto di grande fiducia tra paziente e terapeuta. Fiducia del paziente che il terapeuta si interessa sinceramente a lui ed è in grado di aiutarlo. E fiducia del terapeuta nelle capacità di cambiamento positivo del paziente. Tale fiducia si sviluppa e cresce nel corso del rapporto terapeutico con il crescere del conoscersi e col vedere come il terapeuta opera e che effetti ci sono. Come fare quindi per iniziare, quando ancora non ci si conosce? Ovviamente il paziente dovrà dare all’inizio un “credito di fiducia” allo psicoterapeuta e verificarlo poi nel tempo. Ma come scegliere uno psicoterapeuta a cui rivolgersi?
Scegliere uno psicoterapeuta a caso non è mai un buon criterio. E’ meglio informarsi prima, facendosi consigliare da qualcuno con cui si ha già un buon rapporto di fiducia (il medico di famiglia, un amico che è già stato in terapia trovandosi bene, ecc). Oppure, visto che molti scelgono in modo riservato cercando su Internet, andare a leggere ciò che quello psicoterapeuta scrive, cosa e come scrive, l’approccio che utilizza, se ha una particolare esperienza nelle problematiche simili alle proprie, i commenti su di lui di chi lo ha conosciuto. Farsi quindi una idea, provando a fidarsi delle proprie sensazioni e dell’istinto. Questo non è una garanzia assoluta per fare una buona scelta, ovviamente (bisognerà poi verificare le proprie impressioni nelle prime sedute), ma aumenta moltissimo le probabilità di rivolgersi a uno specialista che sia in grado di aiutare piuttosto che fare una scelta a caso.

PSICOTERAPIA MODENA. Psicoterapia e farmaci

L’approccio con mezzi non farmacologici alla sofferenza emotiva non è detto che debba sempre escludere rigidamente anche un aiuto farmacologico. Nella maggior parte dei casi lo esclude. Ci possono però essere situazioni in cui l’intensità della sofferenza interiore (stati di angoscia o depressione) è talmente forte da paralizzare le risorse psicologiche della persona e impedirne l’accesso e l’attivazione in un percorso di psicoterapia. In tali casi, in sostanza, con il solo approccio psicoterapeutico non si riesce a lavorare. Quindi non si riesce ad aiutare una persona che si è rivolta a noi appunto per potere essere aiutata.
Se mi trovo davanti una persona che è talmente angosciata dagli attacchi di panico da non riuscire più a uscire di casa e lavorare, o stremata da infiniti rituali di tipo ossessivo-compulsivo, o che pensa in continuazione alla morte come unica via d’uscita a una situazione in cui non ne vede altre, o che non riesce a dormire di notte se non 1-2 ore, è quasi impossibile che riesca ad aiutarla solo con la psicoterapia Modena, perché sta talmente male che non riesce a “lavorare” nelle sedute. In questi casi è opportuno associare senza paura un adeguato trattamento farmacologico, che possa attenuare (attenzione, attenuare! non risolvere!) l’intensità del sintomo paralizzante e permettere quindi di iniziare a lavorare con la persona con gli strumenti della psicoterapia Modena. In tempi successivi, grazie al processo di cambiamento migliorativo avviato con la psicoterapia, sarà possibile poi ridurre e gradualmente sospendere la quota di aiuto farmacologico.
In passato chi praticava psicoterapia Modena non vedeva di buon occhio l’associazione di trattamenti farmacologici, come pure chi operava principalmente con trattamenti farmacologici guardava con scarso entusiasmo al mondo delle psicoterapie. Oggi vi è fortunatamente un atteggiamento di maggiore elasticità e integrazione, con più consapevolezza dei rispettivi compiti e limiti. Essere rigidamente e aprioristicamente sempre contrari a integrare una psicoterapia con un aiuto farmacologico senza valutare caso per caso è a mio parere un atteggiamento demagogico, ipocrita e gravemente lesivo delle possibilità di aiutare una persona che sta male a potere stare meglio.

PSICOTERAPIA MODENA. Il mio approccio

Personalmente ritengo una psicoterapia un percorso appassionante, stimolante e arricchente. Nonostante si tratti di confrontarsi quotidianamente con la sofferenza, dopo tanti anni di lavoro ancora mi entusiasma la possibilità di vedere crescere le potenzialità di cambiamento positivo di una persona in situazioni di crisi in cui proprio la crisi stessa viene pian piano trasformata e vissuta in una preziosa opportunità di cambiamento verso una condizione di maggiore benessere. Ascoltare senza pregiudizi il mondo interiore di quella persona e vederla pian piano uscire da una situazione di empasse spesso estremamente doloroso e avviarsi verso un vivere più pieno, significativo e gratificante anche grazie al lavoro fatto insieme (bisogna che il terapeuta tenga sempre sotto controllo la tentazione di onnipotenza, con robuste dosi di umiltà e con qualche sana frustrazione!) è una esperienza di arricchimento professionale e umano tra le più profonde che si possano vivere.

L’esperienza mi ha rafforzato la convinzione che è fondamentale essere pragmatici. L’esperienza acquisita ha indubbiamente un valore enorme, ma nel nostro lavoro, forse più che in ogni altro, valgono molto anche la sensibilità, il tatto e il modo in cui riusciamo a impiegarli. Non esiste una psicoterapia Modena o un metodo adatto a tutti. Per ogni persona, individuo unico e irripetibile, occorre trovare insieme il modo giusto per lui di aiutarlo. Naturalmente utilizzando le conoscenze e le tecniche che ho studiato e sviluppato, ma in modo non rigido bensì elastico, pragmatico, plasmato sull’ascolto di quella singola persona e del suo personalissimo mondo interiore. La mia formazione è di tipo psicoanalitico e di logoterapia o analisi esistenziale frankliana (v.), ma le utilizzo come uno sfondo su cui impostare un percorso psicoterapico individualizzato, i cui ingredienti fondamentali sono l’accoglimento empatico, un atteggiamento di profondo ascolto della persona il più possibile libero da pre-giudizi e schemi mentali pre-definiti, una rispettosa curiosità, la definizione insieme degli obiettivi di lavoro, l’individuazione dei nuclei di sofferenza ma anche e soprattutto dei nuclei di potenzialità positiva, la fiducia e l’incoraggiamento a sperimentare creativamente nuovi modi di vedere la propria situazione di difficoltà e nuovi modi concreti di affrontarla.

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