Psichiatra Modena

PSICHIATRA MODENA. TERAPIA FARMACOLOGICA

  • Cosa sono gli psicofarmaci?

  • Uso corretto degli psicofarmaci: effetti terapeutici e effetti collaterali

  • Ansiolitici

  • Ipnoinducenti

  • Antidepressivi

  • Stabilizzatori dell’umore

  • Antipsicotici

PSICHIATRA MODENA. Cosa sono gli psicofarmaci?

Il termine psicofarmaci spesso suscita reazioni di avversione, diffidenza o paura. In realtà significa semplicemente “farmaci che agiscono sulla nostra psiche”, così come “antidolorifici” significa farmaci che alleviano il dolore, “gastroprotettori” farmaci che proteggono lo stomaco, ecc. Come tutti i farmaci, anche gli psicofarmaci sono degli strumenti che, come tutti gli strumenti, possono essere molto utili in certe situazioni, se usati correttamente, o inutili e persino dannosi, se usati scorrettamente. Ad esempio l’aspirina, che è il farmaco più venduto nel mondo e considerato un salvavita per i molteplici benefici che può dare anche in gravi malattie (infarto, ictus), può però causare anche gravi effetti negativi (ulcere gastriche, emorragie interne) se utilizzato in modo scorretto. Come per tutti gli strumenti, anche per gli psicofarmaci vale la regola fondamentale che occorre conoscerli bene e usarli correttamente. Ed avere ben presente che non esistono farmaci che “risolvono” i problemi: esistono però farmaci che aiutano a mettersi in condizione di potere affrontare i problemi in modo diverso e più adeguato.
Le principali categorie di psicofarmaci a disposizione del medico e dello psichiatra Modena come potenziale (e solo a volte necessario) strumento d’aiuto sono gli ansiolitici, gli ipnoinducenti, gli antidepressivi, gli stabilizzatori dell’umore e gli antipsicotici.

PSICHIATRA MODENA. Uso corretto degli psicofarmaci: effetti terapeutici ed effetti collaterali

Non esistono farmaci che abbiano solo un effetto terapeutico. Ogni farmaco, per ogni ramo della medicina, ha effetti terapeutici (quelli desiderati, per cui si prescrive il farmaco) e può avere (da sottolineare il PUO’, non è detto che in quella singola persona si manifestino) effetti collaterali più o meno sgraditi. Si pensi di nuovo all’aspirina e agli antidolorifici, che oltre ai benefici possono dare problemi allo stomaco, o alla “fiacca” causata da tanti antibiotici, o agli effetti sgraditi della chemioterapia.

Gli psicofarmaci non sono diversi in questo da tutti gli altri farmaci, e nel prescriverli e gestirli occorre che psichiatra Modena e paziente abbiano ben presenti i due piatti della bilancia, quello degli effetti terapeutici benefici e quello dei possibili effetti collaterali, in una visione globale d’insieme che permetta di valutare cosa è più importante.

Se una persona dalla cura ha grossi benefici e minimi effetti collaterali, è sicuramente più disponibile a seguirla di chi invece da quel farmaco ricava scarsi benefici e magari anche effetti collaterali particolarmente sgraditi.
I principali effetti collaterali degli psicofarmaci possono essere diversi da categoria a categoria di farmaci, e anche tra farmaci diversi all’interno della stessa categoria, e soprattutto da persona a persona. Quelli più frequentemente possibili all’inizio del trattamento sono nausea, mal di testa, lieve sedazione, variazioni di appetito, sensazione di ovattamento, alterazioni della motilità intestinale.
Per fortuna rispetto agli psicofarmaci utilizzati in passato quelli di impiego corrente hanno un profilo di effetti collaterali minimo, e vi sono anche molti pazienti che non presentano alcun effetto collaterale particolarmente significativo. Inoltre gran parte degli effetti collaterali sono effetti d’adattamento, cioè transitori, compaiono solo nei primi tempi di assunzione del farmaco e poi tendono gradualmente ad attenuarsi o addirittura sparire.
E’ fondamentale che lo psichiatra Modena spieghi con chiarezza al paziente questi aspetti, nel contesto di un buon clima relazionale e di alleanza terapeutica, per ottenerne una adesione sufficientemente motivata a effettuare correttamente il trattamento consigliato. Occorre infatti che il trattamento non venga autogestito dal paziente, come purtroppo spesso succede quando non si investe a sufficienza sulla qualità della relazione terapeutica tra psichiatra Modena e paziente stesso.

PSICHIATRA MODENA. Ansiolitici

Gli ansiolitici, detti storicamente anche tranquillanti, come indica il loro nome (letteralmente “che scioglie l’ansia”) sono farmaci che aiutano a ridurre l’ansia e tutti i sintomi che all’ansia sono frequentemente collegati (paura, agitazione, tensione, insonnia, somatizzazioni, tachicardia, sudorazione, affanno a respirare, fissazione su pensieri negativi). La classe farmacologica che li costituisce è quella delle benzodiazepine, il cui precursore è stato il famoso Valium. Esistono vari ansiolitici, che sostanzialmente hanno tutti una buona azione ansiolitica e che si differenziano tra loro soprattutto per la durata dell’effetto, che comunque è di un certo numero di ore al massimo. Questo è il motivo per cui se si assume una terapia ansiolitica quasi sempre è necessario assumerla in 2-3 momenti della giornata, per potere avere un effetto non limitato a sole poche ore ma a tutta la giornata.

E’ fondamentale tenere presente che gli ansiolitici sono farmaci sintomatici, cioè agiscono attenuando o “addormentando” per un po’ il sintomo ansia, senza agire assolutamente sulla causa sottostante del sintomo stesso.

Un po’ come gli antidolorifici, che agiscono sul dolore ma non sulle sue cause. Pensare di risolvere un problema d’ansia coi soli farmaci ansiolitici è una pericolosa illusione, che tra l’altro comporta il rischio di alimentare nel tempo una importante dipendenza da ansiolitici per cui poi si fatica a farne a meno. Contemporaneamente al loro impiego occorre lavorare, oltre che con uno psichiatra Modena,  con uno psicologo o psicoterapeuta sulle cause dell’ansia in modo da poterle rimuovere. Gli ansiolitici non vanno utilizzati per qualunque forma d’ansia, ma su prescrizione e monitoraggio dello specialista solo nelle forme in cui i sintomi d’ansia sono molto forti e invalidanti per la persona. Vanno inoltre usati con modalità continuative solo per il minor tempo possibile (giorni, settimane o più raramente qualche mese), cercando di “declassarne” l’utilizzo – man mano che procede il lavoro di psicoterapia dell’ansia – solo occasionalmente, al bisogno, in circostanze e situazioni particolari.

PSICHIATRA MODENA. Ipnoinducenti

Sono i cosiddetti sonniferi, o meglio facilitatori del sonno. Il loro possibile impiego non può prescindere da un corretto inquadramento da parte dello psichiatra Modena della forma di insonnia (v.) con cui ci si trova a che fare. Esistono disturbi del sonno in cui il sintomo è causato da un’altra patologia sottostante e quindi l’insonnia migliorerà decisamente curando correttamente tale patologia e non tanto usando solo ipnoinducenti. Possono comunque essere utili in una fase iniziale del trattamento, nelle forme di insonnia grave che si accompagna ad angoscia, forte astenia al mattino, difficoltà di concentrazione e altri disturbi direttamente conseguenza della carenza o pessima qualità del sonno.

Come per gli ansiolitici, è consigliabile limitarne l’utilizzo a periodi di tempo brevi (settimane o pochissimi mesi), per evitare che si crei nel tempo una dipendenza da ipnoinducenti.

La maggior parte degli ipnoinducenti appartiene alla famiglia delle benzodiazepine, come gli ansiolitici, ma ne fanno parte anche le imidazopiridine, certi antidepressivi e certi antipsicotici a dosaggio molto ridotto, e la melatonina (che però più che un ipnoinducente è un riequilibratore dei ritmi del sonno).

PSICHIATRA MODENA. Antidepressivi

Gli antidepressivi sono una risorsa fondamentale a disposizione dello psichiatra Modena nel trattamento di numerose forme di depressione (v.), perché migliorano il tono dell’umore riattivando le energie psichiche del depresso e permettendogli di tornare a “vedere a colori” nella sua vita dove vedeva “tutto nero”. Hanno comunque anche una buona efficacia – indipendente dall’azione antidepressiva – in altre patologie, per cui trovano largo impiego anche nei disturbi d’ansia (in particolare il Disturbo d’Attacchi di Panico o DAP), nei Disturbi Ossessivo Compulsivi o DOC, nei Disturbi del Comportamento Alimentare o DCA (in particolare nella Bulimia nervosa).

Storicamente la loro importanza resta associata al trattamento delle forme di depressione (cura, mantenimento e prevenzione), in cui a differenza degli ansiolitici hanno un’effetto un po’ più causale e non solo sintomatologico, cioè riescono a essere realmente curativi del disturbo in tanti tipi di depressione (in cui comunque è bene lavorare anche a livello psicologico sull’elemento stress, di solito concausale, anche per prevenire successive ricadute).

Agiscono sui sistemi dei neurotrasmettitori (Serotonina, Noradrenalina, Dopamina), sostanze biochimiche alla base del funzionamento del nostro cervello e il cui sistema è “inceppato” negli stati di depressione. Vi appartengono varie classi farmacologiche, dagli storici antidepressivi triciclici (TCA) e inibitori delle monoaminossidasi (IMAO), ai più recenti serotoninergici o inibitori della ricaptazione della serotonina (gli SSRI, i più utilizzati attualmente), agli antidepressivi a doppia azione su serotonina e noradrenalina (SNRI), a quelli che agiscono sul sistema della dopamina fino ai recentissimi antidepressivi derivati dalla melatonina. Non tutte le persone affette da depressione rispondono allo stesso modo a ogni tipo di antidepressivo. La scelta di quale utilizzare e a che dosaggio utilizzarlo viene fatta dallo psichiatra Modena in base al profilo dell’azione farmacologica di quel farmaco, ai suoi possibili effetti collaterali, alla presenza di eventuali altre malattie o uso di farmaci diversi incompatibili con l’impiego di un certo tipo di antidepressivi, alla risposta del paziente a precedenti trattamenti farmacologici. In certe forme di depressione (v. depressioni resistenti) si possono associare due diversi tipi di antidepressivo, appartenenti a classi diverse.
Una caratteristica fondamentale che viene specificata dallo psichiatra Modena è che gli antidepressivi, a differenza degli altri psicofarmaci, hanno una azione lenta, cioè iniziano a dare i loro effetti positivi solo dopo un certo periodo di tempo da quando si è iniziato ad assumerli, mai inferiore alle 2-3 settimane.

PSICHIATRA MODENA. Stabilizzatori dell’umore

Sono farmaci che trovano impiego principalmente nel trattamento del Disturbo Bipolare, ma anche in certe situazioni (generalmente nell’ambito di alcuni Disturbi di Personalità) in cui in cui sono in primo piano difficoltà a gestire e controllare aggressività e impulsività. Lo psichiatra Modena può usarli anche in associazione ad antidepressivi nelle forme di Depressione resistente, per potenziare l’azione degli antidepressivi. Nel Disturbo Bipolare agiscono attenuando progressivamente le patologiche oscillazioni del tono dell’umore tra la polarità depressiva e quella maniacale, contribuendo oltre che alla cura di singoli episodi del disturbo anche a prevenire successive ricadute.
Vi appartengono, oltre che gli ormai storici ma ancora validissimi Sali di Litio, alcuni farmaci antiepilettici e alcuni farmaci dei cosiddetti “nuovi antipsicotici”.

PSICHIATRA MODENA. Antipsicotici

Una condizione di psicosi viene descritta dallo psichiatra Modena come una perdita del contatto con la realtà. Chi si trova in uno stato psicotico perde la capacità critica (che normalmente abbiamo) di distinguere tra il proprio mondo interiore (pensieri, opinioni, sensazioni, timori) e la realtà oggettiva esterna, mescolandoli in un modo confuso che va però a costituire la sua realtà (cioè la convinzione, resistente a ogni critica, che quella sia LA realtà). I farmaci antipsicotici (in passato chiamati neurolettici) agiscono andando a ripristinare gradualmente tale capacità critica di distinguere mondo interiore e realtà esterna e quindi risolvendo lo stato di psicosi.
Altre azioni importanti degli antipsicotici utilizzabili dallo psichiatra Modena sono quelle di sedare stati di angoscia profonda e di agitazione psicomotoria, di migliorare la qualità del sonno in certe forme di insonnia, di agire da stabilizzatori dell’umore nel trattamento del Disturbo Bipolare (questa azione è particolarmente spiccata nei cosiddetti nuovi antipsicotici o antipsicotici di ultima generazione).

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