Disturbi psicosomatici Modena

DISTURBI PSICOSOMATICI MODENA

  • Cosa sono disturbi psicosomatici e somatizzazioni?

  • Qual è il meccanismo della somatizzazione?

  • Quali sono i più comuni disturbi psicosomatici?

  • Qual è il significato di un disturbo psicosomatico?

  • Disturbi psicosomatici e sistema familiare

  • Qual è la cura di disturbi psicosomatici e somatizzazioni?

DISTURBI PSICOSOMATICI MODENA. Cosa sono disturbi psicosomatici e somatizzazioni?

Ciò che caratterizza i disturbi psicosomatici Modena o somatizzazioni è la presenza di sintomi fisici che fanno pensare ad una condizione medica organica e che non sono invece giustificati da questa. Naturalmente è possibile che tali sintomi siano invece conseguenza di una causa patologica reale, ed è fondamentale prima di porre l‘”etichetta” disturbi psicosomatici Modena o somatizzazione avere accuratamente indagato ed escluso precise cause organiche. Per definizione infatti nei disturbi psicosomatici Modena non vi è nessuna condizione medica organica diagnosticabile a cui possano essere attribuibili i sintomi fisici. Ma quando la causa di una patologia è dubbia, la possibilità che sia di origine psicosomatica deve essere presa in considerazione. Anche perché sono disturbi assai comuni e frequenti, che rappresentano una buona percentuale tra quelli lamentati dai pazienti nelle sale d’aspetto dei propri medici curanti.
Ad esempio, soffrite di cefalea ricorrente, o di pruriti fastidiosi e imbarazzanti in pubblico, oppure di disturbi gastrici o intestinali che rendono il sedersi a tavola un momento poco piacevole, o di dolori muscolari che non vi danno pace o di profonda stanchezza e faticabilità? Se tutte le visite e gli esami clinici a cui vi siete sottoposti hanno dato esito negativo su possibili cause organiche ma voi state effettivamente male e non sapete più che fare, provate ad interpellare un medico esperto in malattie psicosomatiche (generalmente uno psichiatra, ma non solo): forse il vostro disturbo potrebbe trovare, finalmente, una spiegazione e una possibile soluzione.

DISTURBI PSICOSOMATICI MODENA. Qual è il meccanismo della somatizzazione?

La psicosomatica è quella branca della medicina che studia la relazione tra mente (psiche) e corpo (soma), e in particolare il modo in cui il nostro mondo interiore emozionale e affettivo produce effetti negativi sul corpo (somatizzazioni). La sua base teorica è il considerare ogni persona come inscindibile unità psico-fisica, nella consapevolezza che corpo e mente sono strettamente legati tra loro.
I disturbi psicosomatici Modena quindi si possono considerare malattie vere e proprie che comportano danni a livello organico e che sono causate o aggravate da fattori emozionali.
Ma in che modo avviene una somatizzazione, cioè quello che già il padre della psicoanalisi, Freud, definì “il misterioso salto dalla mente al corpo” ? Oggi si sa che tale “salto” è mediato, in situazioni di forte stress psichico, dal sistema nervoso autonomo in una complessa interazione con il sistema endocrino e con quello immunitario (tanto che si tende a studiare tali relazioni in una unica scienza, la psico-neuro-endocrino-immunologia). Le emozioni cosiddette “negative”, come ad esempio il risentimento, la rabbia, il rimpianto, la preoccupazione, il disagio, la paura, l’ansia, i pensieri troppo angosciosi, possono mantenere il sistema nervoso autonomo in uno stato di emergenza persistente e attivazione continua, che alla lunga, se supera il tempo che quel singolo organismo può sopportare, può causare  danni agli organi più deboli che si esprimono appunto col sintomo psicosomatico.

DISTURBI PSICOSOMATICI MODENA. Quali sono i più comuni disturbi psicosomatici?

Disturbi psicosomatici Modena o somatizzazioni possono manifestarsi generalmente a carico di:

  • Sistema muscolo-scheletrico: cefalea muscolo-tensiva, crampi muscolari, mialgia, artrite, dolori alla colonna vertebrale o ai muscoli. Le forme di cefalea sono uno dei più frequenti disturbi psicosomatici.
  • Apparato gastrointestinale: gastrite, disfagia, colon irritabile, colite spastica, retto-colite ulcerosa, ulcera peptica, nausea, vomito, stipsi, diarrea. Anche i disturbi gastrointestinali sono disturbi psicosomatici molto frequenti.
  • Apparato cardiocircolatorio: tachicardia, aritmie, ipertensione arteriosa, cardiopatia ischemica, cefalea emicranica.
  • Apparato respiratorio: asma bronchiale (frequente soprattutto nei bambini), sindrome iperventilatoria, dispnea soggettiva.
  • Apparato urogenitale: enuresi, minzione frequente, dolori mestruali, anorgasmia, impotenza, eiaculazione precoce, dolori perineali.
  • Sistema cutaneo: psoriasi, acne, dermatite atopica, orticaria, prurito, sudorazione profusa, secchezza della cute o delle mucose, arrossamento da emozione

Sintomi psicosomatici e somatizzazioni sono comunissimi in quasi tutti i disturbi d’ansia e anche in varie forme di depressione (quadri clinici di per sé di solito piuttosto evidenti e che portano spesso a consultare correttamente uno psichiatra o uno psicologo), ma esistono dei disturbi psicosomatici veri e propri senza altri sintomi di natura psicologica, che rendono più difficile per il soggetto imputare il malessere fisico a un problema psicologico piuttosto che a un malfunzionamento organico, e quindi più difficile “capire” il disturbo e curarlo adeguatamente. Queste persone tipicamente si rivolgono a vari specialisti, spesso consultandone più di uno dello stesso ramo e accumulando esami su esami, e arrivano (se arrivano!) dallo psichiatra o dallo psicologo solo alla fine di una estenuante e frustrante collezione di visite, esami e accertamenti medici negativi. Spesso è proprio un bravo dermatologo o urologo o cardiologo o lo stesso medico di famiglia, presa visione della documentazione clinica finora prodotta, a consigliare la strada dello specialista in disturbi psicosomatici e somatizzazioni.

DISTURBI PSICOSOMATICI MODENA. Qual è il significato di un disturbo psicosomatico?

I disturbi psicosomatici Modena vengono spiegati come un meccanismo di difesa da emozioni dolorose e intollerabili che si attua con una espressione diretta del disagio psicologico attraverso il corpo. L’ansia, la sofferenza, le emozioni troppo dolorose per potere essere sentite, accettate e vissute, trovano una via di scarico immediata nel corpo incanalandosi un uno o più sintomi, essendo scarse le capacità della persona di “mentalizzare” il disagio psicologico, cioè riconoscere esplicitamente i conflitti interiori e verbalizzare le tensioni emozionali.
Ad esempio, le cefalee possono segnalare il bisogno di allentare l’eccessivo controllo razionale, di dovere lasciare più spazio alla intuizione. Di solito, infatti, chi soffre di mal di testa ha una mente lucida e razionale (fin troppo), che deve tenere sempre tutto sotto controllo senza cedere e lasciarsi mai andare.
Altro esempio, le eruzioni cutanee (la pelle rappresenta simbolicamente il confine tra sé e gli altri) possono rivelare che non si hanno ben chiari i propri confini e che per difendersi si cerca, metaforicamente, di tenere lontani gli altri. Ma possono anche indicare che, pur non potendo permetterselo, si vorrebbe che gli altri stessero più vicini.
Ancora, l’iperidrosi, cioè la sudorazione eccessiva delle parti del corpo più ricche di ghiandole sudoripare (mani, piedi, ascelle), affligge prevalentemente le persone timide, emotive, ansiose, schive e solitarie e che hanno difficoltà ad instaurare rapporti interpersonali.
Quando invece si soffre spesso di gastriti, bruciori di stomaco o altri disturbi digestivi, spesso l’atteggiamento tipico è quello di “mandare giù” con troppa frequenza le offese della vita covando però nel contempo rabbie e risentimenti profondi, e costringendo così lo stomaco ad una lenta e complessa “digestione “ della rabbia.
A livello intestinale, poi, la stitichezza può essere indice di un attaccamento eccessivo ai beni materiali, ma può anche rappresentare il timore di portare alla luce contenuti inconsci ed emozioni che spaventano e dalle quali non si riesce a prendere le distanze. La colite, invece, può affliggere chi è solito fare scenate, non reprimere rabbia e aggressività, tranne poi provare disprezzo verso se stesso per quello che ha fatto: l’intestino si fa carico simbolicamente di questi sensi di colpa e tenta di spazzarli via simbolicamente con gli attacchi di colite.
Le vaginiti e le cistiti, invece, affliggono di preferenza le donne ansioso-irritabili (spesso ipocondriache, si stressano con molta facilità, tendono scaricare a livello genitale ansie, paure, rabbie) e quelle eccessivamente remissive (con senso del dovere molto spiccato, tendono a “sacrificarsi” ad oltranza ma anche, proprio per questo, ad accumulare tensioni nel corpo e soprattutto nell’area genitale).

DISTURBI PSICOSOMATICI MODENA. Disturbi psicosomatici e sistema familiare

Vari studi hanno evidenziato come certi tipi di dinamiche familiari siano strettamente correlate allo sviluppo e al mantenimento di disturbi psicosomatici Modena o somatizzazioni in uno dei suoi membri, e come i sintomi di quest’ultimo a loro volta giochino un ruolo importante nel mantenimento dell’equilibrio familiare. In particolare, le famiglie con pazienti psicosomatici sono caratterizzate dall’impossibilità di esplicitare e dare voce al conflitto e alla tensione emozionale che dal conflitto deriva. L’impossibilità di esprimere le proprie emozioni non è quindi una caratteristica di personalità dell’individuo, ma una qualità del sistema-famiglia a cui appartiene e a cui è costretto a conformarsi. I vissuti emozionali non possono essere verbalizzati (e quindi il disagio si manifesta nel sintomo psicosomatico) in conseguenza del fatto che le emozioni vengono accuratamente filtrate in modo da evitare conflittualità e da mantenere una pseudoarmonia del sistema familiare. Il linguaggio “scelto” inconsapevolmente dal paziente per esprimere il disagio, il disturbo corporeo, è quindi il linguaggio della sua famiglia.

DISTURBI PSICOSOMATICI MODENA. Qual è la cura di disturbi psicosomatici e somatizzazioni?

Anche se non è immediatamente evidente a chi ne soffre, va ricordato che i disturbi psicosomatici Modena o somatizzazioni hanna anche un risvolto positivo: il sintomo può infatti essere letto anche come un importante segnale che l’inconscio manda per attirare l’attenzione su un problema del quale, diversamente, non ci si prenderebbe cura. Se si soffre di questi particolari disturbi bisognerebbe quindi fermarsi, chiedersi cosa non va nella propria vita e cambiare rotta. Anche se per attuare ciò spesso non basta una buona propensione all’autoanalisi, ma è necessario l’aiuto di un esperto che aiuti a “leggere” questo particolare linguaggio in un percorso di psicoterapia. A maggior ragione perché di solito chi soffre di disturbi psicosomatici Modena non è spontaneamente portato all’autoanalisi e all’introspezione ma a un pensiero più “concreto”.
L’aiuto della psicoterapia dei disturbi psicosomatici Modena e somatizzazioni si basa quindi soprattutto sul rendere il paziente sempre più consapevole del proprio stato emozionale, sulla stimolazione delle emozioni positive (anche intervenendo su modifiche dello stile di vita) e sull’apprendimento del controllo volontario e cosciente di quelle negative e delle funzioni biologiche alterate. Sono utili in questo senso tutte le tecniche di rilassamento, in particolare il Training Autogeno (v.) e il Biofeedback. Talora possono essere utilizzati anche farmaci che aiutino a ridurre lo stato di tensione o l’eccessiva intensità dei sintomi psicosomatici, ma l’elemento essenziale della cura è il lavorare per migliorare la consapevolezza del proprio mondo emotivo, il resto viene quasi di conseguenza da sé.

 

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